15) Dostoevskij. La teoria di Ivan Karamazov.
Dostoevskij ci presenta la teoria di Ivan Karamazov, il quale
afferma che se Dio non esiste, tutto  permesso e sottolinea lo
stretto rapporto fra la negazione di Dio e la divinizzazione
dell'uomo.
F. M. Dostoevskij, I fratelli Karamazov (vedi manuale pagina 230).

- Come, rimpiangi Dio?
- Immaginati che qui, nei nervi... nella testa, cio nel cervello,
ci sono dei nervi... e in questi nervi (che il diavolo li porti!)
ci sono certe fibrille; ebbene, non appena esse si mettono a
vibrare... cio, vedi, io guardo qualcosa con gli occhi cos, esse
vibrano, quelle fibrille, e, quando vibrano, si forma un'immagine,
e non subito, ma in capo a un istante, a un secondo, viene un
certo momento, cio non un momento, (che il diavolo li porti!) ma
si forma un'immagine, di un oggetto cio o di un'azione, insomma,
al diavolo!, ecco perch io percepisco, e poi penso... grazie a
quelle fibrille, e non perch io abbia un'anima e sia fatto a
immagine e somiglianza, tutte queste sono sciocchezze. Michal mi
spiegava ci ancora ieri, fratello, e io rimasi come scottato.
Magnifica, Aljsa, questa scienza! Ne verr fuori un uomo nuovo,
questo lo capisco... Ma tuttavia rimpiango Dio!.
- E' bene anche questo, - disse Aljsa.
- Che io rimpianga Dio? La chimica, fratello, la chimica! Non c'
niente da fare, Vostra Reverenza, fatevi in l, passa la chimica!
E Raktin non ama Dio, oh, no! E' il punto debole di tutti
costoro! Ma lo nascondono. Mentiscono. Fingono. Ebbene, esporrai
queste cose nelle tue critiche? gli domand. - Parlar chiaro non
mi lasceranno, dice ridendo. - Ma allora, domando, che sar
dell'uomo? Senza Dio e senza vita futura? Tutto  permesso dunque,
tutto  lecito?.
 [...]
Secondo me, non c' nulla da distruggere, fuorch l'idea di Dio
nell'umanit; ecco di dove occorre cominciare! E' di qui, di qui
che si deve partire, o ciechi, che non capite nulla! Una volta che
l'umanit intera abbia rinnegato Dio (e io credo che tale epoca, a
somiglianza delle epoche geologiche, verr un giorno), tutta la
vecchia concezione cadr da s, senza bisogno di antropofagia, e
soprattutto cadr la vecchia morale, e tutto si rinnover. Gli
uomini si uniranno per prendere alla vita tutto ci che essa pu
dare, ma unicamente per la gioia e la felicit di questo mondo.
L'uomo si esalter in un orgoglio divino, titanico, e apparir
l'uomo-dio. Trionfando senza posa e senza limiti della natura,
merc la sua volont e la sua scienza, l'uomo per ci solo prover
ad ogni istante un godimento cos alto da tenere per lui il posto
di tutte le vecchie speranze di gioie celesti. Ognuno sapr di
essere per intero mortale, senza resurrezione possibile, e
accoglier la morte con tranquilla fierezza, come un dio. Per
fierezza comprender di non dover mormorare perch la vita  solo
un attimo, e amer il fratello suo senza ricompensa. L'amore non
riempir che un attimo di vita, ma la stessa consapevolezza di
questa sua fugacit ne rinforzer altrettanto l'ardore quanto
prima esso si disperdeva nelle speranze di un amore d'oltre tomba
e infinito..., e via di questo passo. Delizioso!.
Ivn se ne stava seduto, tappandosi gli orecchi con le mani e
guardando a terra, ma prese a tremare in tutto il corpo. L'ospite
prosegu.
- La questione, diceva il mio giovane pensatore, ora sta in questo:
 possibile che una simile epoca abbia un giorno a spuntare? Se
spunter, tutto sar deciso e l'umanit si dar il suo assetto
definitivo. Ma siccome, data l'inveterata stoltezza umana, a tale
assetto non si verr nemmeno in un migliaio d'anni, cos a
chiunque gi oggi abbia coscienza della verit  lecito regolarsi
come pi gli fa comodo, in base ai nuovi princpi. In questo senso
tutto gli  permesso. Non basta: se anche quell'epoca non
dovesse venir mai, poich a ogni modo Dio e l'immortalit non
esistono, all'uomo nuovo  lecito diventare un uomo-dio (dovesse
pur esser l'unico al mondo) e poi, s'intende, nella sua nuova
qualit, scavalcare a cuor leggero tutte le vecchie barriere
morali dell'uomo-schiavo, se sar necessario. Per Dio non c'
legge! Ovunque Iddio si metta, quello  il suo posto! Ovunque io
mi metta, quello diventa subito il primo posto... tutto  lecito
e basta!.
F. M. Dostoevskij, I fratelli Karamazov, Garzanti, Milano, 1979,
volume secondo, pagine 619, 623 e 680-681.
